Faust'o

Faust'o

domenica 1 febbraio 2015

On Records Japan

https://www.facebook.com/OnRecordsJapan

Abbiamo finalmente mandato in stampa Faust’O. Alla fine di febbraio, inizi di marzo, dovrebbe essere disposponibile.
Potete perciò sin da ora prenotare la vostra copia, indicandoci semplicemente 1) nome e cognome 2) email.
All’inzio si tratterà di soli 100 esemplari, numerati, in una versione di lusso, con scatola in legno serigrafata, libretto di 32 pagine, cartolina firmata dall’Artista.
Questi 100 esemplari saranno distribuiti solo attraverso questo canale e gli introiti supporteranno una seconda stampa di 200 esemplari, sempre nuemerati ma privi degli extra sopra elencati.
Se volete, insieme alla vostra prenotazione, potete indicare un numero di serie che preferite per la vostra copia (magari con una o più alternative, in caso di esaurimento). Il prezzo di questa prima stampa sarà di 40 euro, spese di spedizione comprese (spedizione dal Giappone, tracciabile). Grazie.

sabato 4 ottobre 2014

Dentro Questi Specchi

DENTRO QUESTI SPECCHI percorre la carriera di Fausto Rossi attraverso i suoi dischi, raccontando un artista capace di muoversi in ambiti diversissimi, passando dal pop al rock, dall’elettronica al blues senza mai perdere un grammo di credibilità. 

Fausto Rossi è una delle realtà musicali più stimate della nostra canzone con una storia, una carriera e un modo di affrontare il lavoro di musicista e autore con pochi eguali in Italia. I suoi dodici album, dai primi realizzati con lo pseudonimo Faust’o fino agli ultimi, nati da una maturazione artistica affascinante e libera, vengono analizzati in questo libro in una discografia che occasionalmente sconfina nella biografia, diventando specchio dell’evoluzione della musica pop del nostro Paese. 




ordinatelo qua

sabato 10 novembre 2012

1982 Il Caso Faust'O



Di Antonio Orlando Ciao 2001 1982 (?)
Dopo tre dischi il rapporto fra Faust'O e la sua casa discografica, la CGD, si è interrotto.
Una storia normale nell'ambiente discografico, anche se molto spesso non fa notizia la risoluzione di un contratto discografico interessati come si è (oltre che sepolti) dao bollettini di pubblicazione, dalle classifiche di vendita dei TOP 20 o dei clamori del concerto imminente o appena passato – e comunque da tutto ciò che accade, che si può toccare e vedere.
Nel caso di Faust'O invece (ma il discorso potrebbe essere esteso a molti altri) le cose non sono “accadute”, sono invece rimaste nel limbo delle promesse e delle “belle speranze” forse nemmano senza colpe specifiche di una delle due parti se non quella di una divergenza totale di opinione e di un'estrema volontà di perseguire fino in fondo le proprie differenti finalità.
In questo senso il caso CGD/Faust'O è indicativo dello stato di malessere diffuso tra musicisti e discografici che è alla base di tanti problemi che affliggono il nostro mercato – non ultimo il lento ricambio di nomi e di volti e il lentissimo allineamento dello stesso alle prospettive europee.
Con “Suicidio, “Poco Zucchero”, “J'Accuse...Amore Mio”, Faust'O a partire dal '78 aveva indicato una strada italiana per quel suono freddo e “tecnologico” che in Italia consumiamo in dosi massicce attraverso i canali dell'importazione ma che alcuni musicisti nostrani stanno realizzando in contrapposizione con la fissa “solarità” di un Dalla o di un Daniele.
L'anno scorso poi questa teorizzazione aveva significato il presagio di una guerra imminente e quanto fosse attuale quell'intuizione di Faust'O lo sappiamo adesso che giochiamo a rimpiattino con i Pershing e i Cruises.
Purtroppo a tutto questo non ha fatto riscontro il successo, l'impalpabile e importante “successo” che è la spinta (e l'autorizzazione) stessa della ricerca; il solito circolo vizioso: << se non si ha successo non si va avanti e per aver successo bisogna andare avanti>>.
Invece a Faust'O sono rimasti lusinghieri apprezzamenti della critica e di alcune frange di pubblico e più niente.
Perché?
<<In tre anni ho fatto solo dieci concerti e per di più organizzati male.
Invece sento sempre più che la mia musica è da suonare sul palco; proprio per questo ora sto lavorando con un gruppo finalizzando questo lavoro sopratutto all'attività dal vivo>>.

Ciò che è mancato secondo Faust'O è stato il contatto con il pubblico e in questo non è stato aiutato dalla sua casa discografica.
<< anche se proprio all'interno della CGD c'è l'esempio di un nome che ha costruito la propia vendibilità discografica grazie ai numerosi concerti fatti: Pierangelo Bertoli>>.

Quali le possibilità di soluzione?
<<Per ora rientro in sala a mio nome realizzando materiale che ho elaborato in questi ultimi mesi ma senza avere l'assillo del disco da pubblicare o del Discoring di turno a tutti i costi.
Comunque dopo tre anni di inattività non ho certo paura di stare senza contratto un po' di tempo>>.

Parole amare queste che difficilmente si sentono nelle dichiarazioni di poetica rilasciate puntualmente nelle interviste, ma parole che illuminano un aspetto importante del music-business, ovvero quello della musica senza “business” che riduce tutto a un'attività amatoriale e dopolavoristica con buona pace della professionalità e dello sviluppo.
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1985 Love Story



Comunicato stampa Target
Nel 1978 Faust'O per primo indica la strada per una canzone italiana rinnovata e capace di evolvere in direzione della qualità e della ricerca nello stesso tempo.
Da “Suicidio” (78) e “Poco Zucchero” (79) a “J'accuse...Amore Mio” (80) e Faust'O (83), passando per l'inevitabile “Out Now” (82), in uno stile personale e mai prevedibile, Faust'O ha saputo coniugare le forme rivedute della canzone “anni 70” con tecniche proprie della musica elettronica contemporanea, in modo sempre consapevole e puntuale.
E puntualmente questo nuovo disco, “Love Story”, si pone di diritto come polo di riferimento per un nuovo corso della canzone elettronica, che tende ad annullare definitivamente l'attuale frattura tra musica d'ascolto e musica di consumo.
Proprio la consapevolezza estrema e la ricerca tra i modi dell'espressione musicale più immediata hanno prodotto un lavoro che, pur agendo in direzione di una sintesi, fa di questa un semplice punto di partenza.
L'aspetto primitivo dei brani di “Love Story” è proprio il segno della volontà di ridefinire, anziché proseguire, una tradizione musicale, aprendosi alla possibilità di sviluppi diversi. Se in questo materiale apparentemente scarno sono evidenti le forme distintive della musica leggera dei nostri giorni, dall'altra parte sicuramente più numerose sono le soluzioni che tendono ad abbattere i muri in ogni direzione, dall'assenza della modulazione tonale al progressivo dissolversi della struttura-canzone sostenuta dal prevedibile alternarsi di strofa e ritornello, all'esclusione di qualsiasi barocchismo strumentale e vocale.
La musica di “Love Story” dunque, non rivolge la propria attenzione alla possibilità del raccontare, ma alla possibilità delle forme, nella misura del loro procedere. E proprio forma e misura, modificando modi e condizioni, danno il senso dei mutamenti.
Love story recensione
Non ha mai amato le vie facili.
Dal 1978 provoca, rischia, accusa.
L'approdo è questo "Love Story", realizzato con mezzi scarni ma ricco di suggestioni.
Sono 6 brani.
Da citare: " Exhibition of love", "The Heat", "Clouds Over Thin Paper".


Ciao 2001 di M.I. 1986
È con enorme piacere che salutiamo il ritorno su vinile, dopo oltre due anni di assenza, di uno dei solitari maestri dell'attuale musica italiana più evoluta e modernista per forma e contenuto. Cinque album dall'esordio del 1978 al "Faust'O" dell'83; cinque gioielli rimasti ingiustamente sconosciuti al grosso pubblico: nei quali però era stata già scritta gran parte dei percorsi e degli itinerari sonori seguiti in seguito dalle menti più brillanti del moderno pop italiano, da Enrico Ruggeri a Garbo, per non citare che i primi nomi che ci vengono in mente. Come parecchi autentici iniziatori (vedi in Inghilterra Brian Eno), Faust'O è molto schivo e solitario, e certo ha dovuto soffrire di questa voluta carenza di auto-promozione pubblicitaria.
Anche questo nuovo album, come tutti i precedenti, si pone all'avanguardia della ricerca e della novità perseguita con radicale intelligenza. Prodotto da Angelo Carrara, con un organico ridotto all'osso (basso, batteria e tapes), Faust'O, nel corso di sei brani lunghi e densi percorre itinerari inesplorati (un solo lontano antecedente: il misterioso e sotterraneo LP "Outside The Dream Syndicate", di Tony Conrad con i Faust). Sei veri oratori underground: incatenati in una struttura eminentemente circolare, l'uno vale l'altro. Un ritmo ossessivo, al tempo stesso ipnotico e tribale; una voce miracolosamente sepolcrale e assente, solenne e mono-tonica come una misteriosa eco di sapore gotico-medievale. Una rock music disincantata e ascetica, dove i confini tra musica d'ascolto e musica di consumo si sgretolano e tendono a confondersi.


UN MANTRA INFINITO
Come un Mantra una nenia infinita Love Story capitò nel freddissimo inverno 1985/86 quasi a voler stravolgere definitivamente i canoni classici dell'italica canzone. In questi tempi sanremesi è cosa giusta ricordarlo e editare tutti i testi per quello che potevano valere. Come ebbe modo di dire lo stesso FAUST'O (tratto dal libro I NOSTRI CANTAUTORI di Baldazzi, Clarotti, Rocco)
"E' una maniera per tirare le fila del discorso, per fare piazza pulita, proponendo una esasperazione della canzonetta realizzata denunciandone la ripetitività. Nelle "canzoni"di LOVE STORY ci sono un basso e una batteria, una voce e una linea melodica, che si ripetono e tornano ciclicamente su se stesse.
I testi non vogliono dire nulla di importante, sono lì solo in funzione sonora e melodica.
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